domenica 14 giugno 2026

l'amore ai tempi della guerra


Quando mi si chiede perché non ho più avuto l'ispirazione a fare altre canzoni dopo Il gusto della pioggia, una delle risposte che do è che in questo album avevo scritto alcuni pezzi definitivi. Se L'incidente è la canzone definitiva sull'angoscia, questa è la canzone definitiva sull'innamoramento.
La domanda suggerita dal titolo in realtà è solo sfiorata, alla fine della canzone, ma è una domanda universale: è possibile (ed è giusto, è etico?) abbandonarsi alla felicità e nel contempo avere consapevolezza del male e dell'ingiustizia intorno a noi? Ci si può lasciare assorbire completamente da un sentimento senza essere adolescenti, unica età in cui forse è lecito pensare che non esista un mondo al di fuori di sé, ma invece continuando a vedere che "tutto intorno è guerra"? E la guerra, quando ho scritto queste parole, non era forse argomento quotidiano ma era presente dappertutto, bastava aprire gli occhi, sulle guerre dimenticate nel mondo, sul terrorismo internazionale, sulle decine di modi in cui il mondo intorno a noi declina il contrario dell'amore.
Ma la guerra non è il tema di questa canzone, non più di quanto il colera lo sia nel romanzo il cui titolo risuona in questo titolo. La canzone è uno sconfinato inno di amore alla vita, a partire dalla coscienza che la condizione umana molto spesso non le dà spazio.



Questa la cover realizzata nel 2026 per l'iniziativa 18th anniversary tribute:

 

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